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Le borse-libro di Olympia Le Tan a Pitti W
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Moda, cresce lo shopping online
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Millipede, la seduta di Michael Samoriz per Umbra Design
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Fin Vase, il vaso da montare
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"Design Paper Cube" sono i post-it estensibili di Karl Knauer
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Maestrami MAESTRAMI - Cerimonia PE 2010 photosetMaestrami MAESTRAMI - Cerimonia PE 2010 photoset
Le borse-libro di Olympia Le Tan a Pitti W


È Olympia Le Tan la nuova guest designer della nona edizione di Pitti Woman. Di origini britanniche, ma francese di adozione, Olympia eredita dal padre Pierre, illustratore, un’innata predisposizione alla creatività, che le è valsa un posto nei concept store più prestigiosi al mondo, come Colette a Parigi e 10 Corso Como a Milano, per le sue incredibili creazioni.

Dimenticate gli e-book, dimenticate l’i-Pad e l’i-Phone, prendete dalle vecchie e impolverate librerie i grandi classici della letteratura e fatene una borsa, una clutch interamente ricamata, rigida, con fodere liberty. Ed ecco gli accessori di Olympia le Tan. 

Le originalissime copertine di Madame Bovary, Dracula, Il grande Gatsby o Lolita rendono unica una collezione che guarda in una direzione diversa rispetto alle novità a cui siamo abituati, una collezione che reinterpreta oggetti comuni in chiave ironica, facendone, chi l’avrebbe mai detto, delle borse. Non solo i libri d’autore, ma anche i cartoni del latte, da portare a mano o a tracolla, a seconda dell’occasione. 

Olympia presenta al Pitti W – il salone della piattaforma fiorentina  dedicato alle collezioni donna -  la sua nuova collezione di borse nella cornice del Museo Bellini, all’interno di una scenografia che vuole rendere omaggio al cinema e alla letteratura italiana. A conferma di un certo eclettismo culturale, che la contraddistingue, Olympia ha collaborato recentemente con il regista Spike Jonze alla realizzazione del video “To die by your side”, in cui la tecnica della stop motion anima personaggi di libri, fra le mura della storica libreria parigina “Shakespeare and Company”.

Via myword.it

Moda, cresce lo shopping online


Il mondo della moda si vende sempre piu’ attraverso il web. È quanto è emerso da una ricerca di mercato redatta da Boston Consulting Group. Le stime stilate dalla multinazionale di consulenza strategica di business parlano chiaro. Il giro d’affari dell’economia in rete, che oggi vale il 2% del prodotto interno lordo, ovvero 32 miliardi di euro, entro il 2015 avra’ un valore di 77 miliardi (pari al 4,3% del PIL), con un posto di tutto rilievo proprio per l’abbigliamento. E segna in un anno un incremento del 41%.
Non c’è dubbio è il comparto moda la categoria e-commerce piu’ dinamica e promettente che, valutata 735 milioni euro, presenta una crescita del 41% rispetto allo scorso anno. E le fashion victims non sono solo le donne: il 13% degli uomini tra i 18 e i 54 anni dichiara di ricercare informazioni su internet prima di acquistare capi d’abbigliamento.
A guidare la crescita è il Made in Italy. Infatti la moda italiana, che continua ad essere la piu’ ricercata all’estero, si aggiudica il primo posto delle queries di Francia, Russia, Giappone, Cina e Arabia. Nel 2010, le ricerche di capi d’abbigliamento confezionati nel Bel Paese sono aumentate del 153%. Ma non è finita qui. La moda, insieme a quello delle auto, è il comparto Made in Italy piu’ ricercato anche su YouTube e su dispositivi mobili, con un numero di ricerche in crescita rispettivamente del 157% e di oltre il 450%.
“La possibilita’ di essere presenti nel momento in cui i consumatori rendono evidenti i propri desideri attraverso il motore di ricerca – spiega Christina Lundari, Industry Leader Retail di Google Italy – rappresenta un’opportunita’ senza precedenti, tanto da aver rivoluzionato le modalita’ di comunicazione di numerosi brand. Oggi piu’ che mai le aziende, grandi brand internazionali, ma anche e soprattutto pmi, utilizzano il motore quale strumento a sostegno delle proprie attivita’ di vendita e strategie di posizionamento”.
Grazie agli annunci sponsorizzati, che consentono di promuovere la propria attività proprio attraverso il motore di ricerca, parecchie piccole e medie imprese italiane hanno già ottenuto risultati eccellenti

Via sfilate.it 

Millipede, la seduta di Michael Samoriz per Umbra Design


Sgabello, sedia oppure organismo cybernetico? E’ uno degli interrogativi che colpiscono l’intelletto guardando la Millipede, una seduta ironica ma elegante ideata dal designer Michael Samoriz per Umbra Design.
Naturalmente il nome si ispira all’invertebrato che tutti conosciamo e vediamo nei nostri prati, il millepiedi, ma nel concetto e nell’aspetto Millipede si rifà a un altro genere di creature: quelle a metà fra “cyberpunk and bionics” (come dichiara lo stesso designer) della trilogia cinematografica Matrix.
E qui la fantasia si fonde con la realtà: quanto c’è di veramente inanimato in questi oggetti? O si tratta di mostri silenti che al momento giusto si sveglieranno per prendere il sopravvento sull’umanità?
Non abbiamo le risposte a queste domande, ma sappiamo di sicuro che per il momento le Millipede possono offrire una seduta alta e confortevole e un colpo d’occhio eccellente in un ambiente di design. Oltre a ciò, non ci resta che attendere per vedere cosa ci riserverà il futuro…

Via designerblog.it

Fin Vase, il vaso da montare


Siamo abituati a vedere vasi che generalmente sono costituiti da un unico blocco di materiale e meno frequente è scoprire l’esistenza di vasi che si montano, come fossero un puzzle tridimensionale. È quel che propone Flat Packables, azienda giapponese il cui nome spiega già quale sia la tipologia di prodotto che offre sul mercato.
I suoi oggetti sono tutti da assemblare, ma con pochi gesti. Le forme sono sinuose, eleganti, ma anche assai pratiche mentre i materiali sono preferibilmente ecologici, come il packaging, essenziale e riciclabile. Il Fin Vase rappresenta perfettamente la filosofia sottesa al marchio. Si compone con dieci listelli curvi di compensato rivestiti di cera d’api, che si assemblano intorno a due cerchi di legno di cedro.

Via designbuzz.it 

"Design Paper Cube" sono i post-it estensibili di Karl Knauer

Difficile trovare nuovi modi per utilizzare i post-it che non siano già stati pensati. Da quelli più classici a quelli più creativi, i fogli di carta da incollare come promemoria sono comparsi ovunque e - praticamente - in qualunque luogo e soluzione. L’azienda Karl Knauer, forte anche di una particolare colla ideata e brevettata, ha provato lo stesso a lanciare una diversa tipologia.
Questo “Design Paper Cube” infatti è un parallelepipedo di post-it con i lati colorati che può essere snodato lungo la propria scrivania, mantenendo i foglietti uniti tra loro e permettendo anche di torcerli secondo il gusto personale. Gli spazi creati tra uno spessore e l’altro, fungono da pratico porta penna.

Via designerblog.it 

Verde Natale

 

Credo che siamo tutti d'accordo: il Natale porta gioia e calore famigliare, ma può anche essere stressante oltre che causa di tonnellate e tonnellate di sprechi. Compriamo, mangiamo, beviamo e gettiamo circa il 20-30% in più dei rifiuti in questo particolare momento dell'anno. Infatti, secondo Wasteonline durante il Natale 2001 le case del Regno Unito hanno prodotto rifiuti in quantità equivalente al peso di 245 jumbo jet ogni settimana. Senza contare carta da regalo, alberi di Natale, avanzi di cibo, bottiglie, lattine e decorazioni usa-e-getta."Beh, assurdo!" mi sono detta. Quello di cui abbiamo bisogno è ritrovare la vera gioia del Natale. Per farlo, ho pensato a tre dei miei punti-chiave per rendere il periodo natalizio più sostenibile.
Decorazioni

Evitate le decorazioni prodotte con materiali non riciclabili, quelle -come ad esempio gli spray effetto neve- che possono contenere sostanze chimiche tossiche (tra cui il cancerogeno diclorometano), e tutto ciò che è usa-e-getta.
Se avete intenzione di acquistare nuove decorazioni, ricordate che esistono molte alternative riutilizzabili, equosolidali e non tossiche, realizzate con materiali riciclati e riciclabili.
Per creare decorazioni fai-da-te, invece, una delle cose che preferisco è ispirarmi alla natura, utilizzando ad esempio pigne e rami di alberi, oppure noci e frutti (melograno e clementine sono molto carini), oppure usare oggetti vintage, come vecchi festoni natalizi. Mettete biglie colorate in ciotole trasparenti per realizzare simpatici segnaposto per la tavola.
Un'altra cosa che mi piace è scegliere un tema o un mix di colori - a volte rosso e verde può risultare un po' monotono. Perché limitarsi al bianco e argento, oppure oro? Perché non un natale in tema nautico? Nel mio libro I'm dreaming of a green Christmas, ci sono molte idee di bricolage, ad esempio come creare lampade da tavolo con conchiglie, cera e glitter argentati. E perché non ispirarsi ai colori del Natale scandinavo, rosso e bianco?
Regali

Fare e ricevere regali, per quanto adorabile, è uno degli aspetti più "spreconi" del Natale. Pensate a tutto il carburante impiegato per produrre i regali, trasportarli fino ai distributori, poi nei negozi e infine a casa. Per non parlare dei ripensamenti di chi compra! Poi ovviamente c'è il packaging dei vari prodotti, per la maggior parte composto da materiali a base di petrolio e/o carta non riciclata, che in molti casi non finirà nella raccolta differenziata. Ho già detto "Beh, assurdo!"?
Se avete intenzione di regalare articoli di elettronica, fate in modo di acquistarli da aziende socialmente responsabili, che si impegnano per rendere i loro prodotti e il relativo packaging più eco-friendly. 
Considerata l'attuale crisi finanziaria mondiale, perché non fare regali più modesti ma più ricchi di significato? Regali che siano stati prodotti in modo responsabile da aziende eco-sostenibili? Su
Etsy.com si trovano tantissime proposte artigianali, oppure optate per il fai-da-te.
Infine, tenete in considerazione l'idea di fare donazioni ad associazioni no-profit a nome dei vostri cari. Preparate poi un bel biglietto augurale in cui spiegate a chi sarà devoluta la donazione. Questa è una tradizione a casa nostra.
Incartare i regali

La mattina di Natale, quando ero bambina, Babbo Natale mi faceva trovare in salotto una piccola scenetta con i giocattoli che mi aveva lasciato, tutti senza carta. Forse c'era un bel fiocco rosso al collo di una bambola, niente di più. Ed era magico. Ora capisco che consegnare un regalo senza nessun tipo di copertura possa significare perdere una parte del rituale, ma sfortunatamente la maggior parte delle carte da regalo è fatta con carta di scarsa qualità e inchiostri tossici, quindi non riciclabile.
Provate a usare carta da regalo fatta con carta riciclata, canapa, corteccia o arbusti. Create cesti regalo (possibilmente senza cellophane), ri-usate la vecchia carta da pacco o avvolgete i regali in scampoli di tessuto (come fanno i giapponesi. Si chiama Furoshiki, in Italia lo propone
Lush).
Siate creativi, usate pagine di vecchie riviste, sacchetti di carta, spartiti oppure mappe.
Anche realizzare la propria carta da regalo può essere divertente. Prendete della semplice carta riciclata e decoratela con le tempere, a mano libera o con degli stencil, per creare qualcosa di assolutamente unico.
Infine, ricordate di portare sempre con voi una shopper in tessuto, da riutilizzare all'infinito (quando andate per negozi ma anche quando incontrerete gli amici per lo scambio dei regali) al posto dei sacchetti usa-e-getta.
Ci sono molti modi per essere verdi a Natale. Magari non riuscirete a metterli in pratica tutti, ma provatene almeno uno e poi mantenete l'abitudine. Immaginate se ognuno facesse almeno una di queste cose per cambiare le proprie abitudini, quanta differenza farebbe
. Buon Natale. Un verde Natale, ovviamente!

Via marieclaire.it

Per augurarvi buon Natale, Google fa nevicare per voi

 

Google ama la sua home page, lo sapete. E ama stupire i suoi utenti. I doodle sono una sintesi perfetta di questi due sentimenti. Ma evidentemente Natale è un evento talmente particolare che un doodle non è sufficiente. E allora Google ha deciso di far nevicare sui vostri computer. Infatti, se digitate “let it snow” nella casella delle ricerche… inizierà a nevicare fino a quando la neve avrà ricoperto tutta la pagine. A quel punto, potrete usare il cursore del mouse per scrivere sulla neve, come fareste con il dito sulla neve vera o sulla finestra appannata. Molto, molto carino.

Via Gizmodo.it

Colazione sull'erba


Un déjeuner sur l’herbe vi fa subito venire in mente una celebre opera d’arte, ne siamo certi, ma da oggi c’è anche un nuovo spunto, indubbiamente artistico anche se su un altro livello, nell’ambito del design: si tratta del tavolo che sulla sua superficie si ricopre di tenera, verde e fragrante erbetta. È un’idea dello studio d’architettura Haiko Cornelissen e si chiama picNYC Table.
La struttura è massiccia e dall’aria industriale, ma estremamente leggera perché realizzata in alluminio. La parte superiore invece, attraverso un sapiente sistema di drenaggio, diventa terreno fertile – in senso proprio letterale – per la crescita di un freschissimo manto erboso, per colazioni e pranzo all’aria aperta oppure indoor ma con l’illusione del pic nic dentro casa.

Via designbuzz.it

Il caminetto alla portata di tutti nel rispetto dell'ambiente


Un tempo elemento presente in ogni casa, oggi il caminetto è soprattutto per chi vive in vecchi edifici ristrutturati. Della serie “si stava meglio quando si stava peggio” il fuoco in casa torna in auge in versione contemporanea, voluta da un design che lo ha scardinato dal muro. Così liberato e letteralmente al centro dell'attenzione, il focolare domestico prende posto in mezzo alle stanze, si sposta, non necessita canna fumaria nè legna, è ecologico e soprattutto sta bene anche in spazi ristretti.
Il segreto? Combustibili puliti, rinnovabili e soluzioni di design che ne fanno un complemento d'arredo vero e proprio. Esempio in merito è Tetris, disegnato da Paolo Grasselli per Horus, che ha una doppia personalità: quella di tavolino in acciaio inox verniciato (super natalizio nella versione rosso/bianco) a piani sfalsati e modulare, che nel centro accoglie un piccolo focolare protetto da vetro. La fiamma si alimenta a bioetanolo, combustibile pulito, ecosostenibile e rinnovabile, derivato dalla canna da zucchero. Con la stessa firma e nello stesso principio di design sostenibile, ci sono anche Lcd caminetto a parete in acciaio inox verniciato rosso, dal design sinuoso con vetro protettivo e Flower, a parete, con struttura a lamiera ripiegata su se stessa lungo la cornice, a formare un disegno che ricorda i petali di un fiore oppure un quadro. Ipnotico da acceso, affascinante quando spento.

Via stile.it 

Lo sgabello di riviste


Anche voi vi sarete trovati prima o poi, e forse tuttora, un angolo di casa invasa da riviste e giornali, vecchi numeri che non volete buttar via o nuovi numeri ancora tutti da sfogliare, perché il tempo è sempre tiranno e dobbiamo lasciare che si cumulino prima di trovare lo spazio temporale utile a leggere i nuovi numeri.
La soluzione arriva dal design con una proposta divertente e originale, piuttosto semplice nella concezione e nella realizzazione. È un’idea di Njustudio.
La base è di betulla naturale, il cuscino realizzato artigianalmente e assicurato da cinghie di cuoio con fibbia che consentono al tempo stesso di agganciare e tenere ben salda la pila di riviste e giornali e di regolarne l’altezza in base a quanti numeri avete a disposizione.

Via designbuzz.it

Radiatori di Rochus Jacob


Bello, originale, portatile, non occupa inutilmente un’intera parete su cui a malapena si potranno appendere un quadro o una mensola: parliamo del radiatore mobile ideato dal designer Rochus Jacob che reinventa il termosifone e il concetto del calore casalingo. Non solo, è anche eco-friendly, dettaglio che non guasta ma anzi dà valore aggiunto all’oggetto.
Si ispira, e la forma pur stilizzata lo rende evidente, ad un classico fuoco da campo intorno a cui raccontarsi storie prima di andare a dormire. Il suo consumo riduce di circa il 40% i costi energetici di casa. Inoltre si può posizionare, proprio in virtù della sua forma e delle sue dimensioni, in qualunque punto della casa, anche al centro della stanza. Si può regolare la temperatura desiderata e portarselo in giro con sé per i vari ambienti man mano che ci si sposta nella casa.

Via designbuzz.it

Design For, un libro che è un ponte tra i designer e le aziende


Designer in cerca di un produttore? Saprete benissimo quanto possano essere numerosi, e quanto possa essere difficile trovare nell’industria un interlocutore con cui dialogare. Allora ben vengano le iniziative, anche editoriali, che cercano di costruire un ponte tra le voci e le necessità di questi due insopprimibili attori della filiera produttiva. Dall’esperienza di Promote Design, piattaforma online lanciata da Enzo Carbone per offrire ai designer una vetrina dove mostrare i loro prototipi alle aziende, è appena nato Design For, costola cartacea che, oltre ad offrire un proprio punto di vista sull’evoluzione del mondo della progettazione, si propone soprattutto come raccolta di idee e prototipi destinati ad essere qualcosa di più che un semplice rendering. Non a caso, il libro (ed. Lupetti, prefazione di Valia Barriello) verrà inviato a 100 aziende italiane con l’obiettivo di costruire nuovi rapporti produttivi con designer per lo più alle prime armi: saprà dimostrarsi un buon volano per nuovi, importanti sodalizi? Ce lo auguriamo proprio.

(nell’immagine, un progetto di Anzalone Bistacchi)

Via designerblog.it 

L’innovazione stilistica vien dalla Finlandia


Sarà la tradizionale festa di Capodanno in Senate Square a inaugurare ufficialmente Helsinki Capitale del Design per il 2012. La città che con il suo hinterland metropolitano - Espoo, Vantaa, Kauniainen e Lahti - conta con più di 1 milione di abitanti da sempre lega il suo nome alla creatività e innovazione stilistica contraddistinte da linee pulite e minimaliste per soddisfare al meglio le esigenze quotidiane; per questo il tema che le è stato destinato dall’iniziativa dell’Icsid (International Council of Societies of Industrial Design) è Helsinki Aperta - Integrazione del design nella vita di tutti  i giorni (Helsinki Open - Embedded Design in Life). 
Per tutto l’anno la capitale finlandese si farà dunque portavoce della comunità globale del design con un ricco programma di eventi e progetti internazionali oltre che della produzione nazionale incentrata su soluzioni embedding, ovvero rivolte alle necessità dei cittadini senza trascurare le qualità estetiche, la funzionalità e lo sviluppo sostenibile. Un ruolo per il quale la città, che all’armonia di linee ed efficienza del prodotto ha dedicato un intero quartiere (il Design District dove opera il Design Forum e si trova anche il Museo del Design), ha indubbiamente il physique du rôle.
Non solo per l’abbondanza di opere di Art Nouveau - che qui ha assunto un tratto distintivo con un nome proprio, lo stile Jugend - ma anche per la cospicua e continua evoluzione del design in tutti i rami della produzione, da quella architettonica e infrastrutturale agli elettrodomestici e arredamenti fino all’abbigliamento e i gioielli. Un giro per la zona con la D maiuscola rende evidente quello di cui stiamo parlando: dal centro in Dianapuisto (Parco Diana) il Design District si irradia in tutta l’area con una moltitudine di vetrine di innovazione progettuale, tra negozi e boutique, atelier e antiquari, mobilifici e studi, ma soprattutto il Design Forum
, centro di esposizione e showroom per designer emergenti.
Con tanto di visita guidata (Helsinki Design Walk) per conoscere ogni angolo di questa parte di città e luoghi di “culto” al pari di Aarika (dal 1954 specializzato in creazioni di successo del design come i gioielli artigianali in legno di betulla e l’ampia varietà di casalinghi) e Littala (nei locali concepiti da Kaj Franck di Pohjoisesplanadi, propone di tutto, dagli uccelli in vetro e i vasi Aalto alle coppe Mariskooli).
Se nell’edificio in stile Jugend in cui si trova il Museo del Design
offre ai visitatori una panoramica delle linee più utilizzate nel XX secolo, da Marimekko si “catturano” idee per arredare casa o indossare un look d’avanguardia grazie alle esposizioni sui differenti piani di tutta la produzione. Ma è da Artek che si intuisce la genialità della creazione finlandese: ditta fondata nel 1935 dal grande maestro del design Alvar Aalto è ancora oggi flagship dell’elegante praticità firmata Helsinki.

Via stile.it

Shanghai Fashion week 2011 - Maestrami abbigliamento
Maestrami cerimonia Collezione Primavera Estate 2012

Temporary e pop-up store: lo shopping natalizio a New York


Fare shopping per i regali di Natale a New York è il sogno di ogni ‘shopaholic’: data l’immensa vastità di scelte, tra giganteschi store, boutique di lusso e negozi ambulanti, si rischia davvero il cortocircuito della carta di credito. Tuttavia, se volete scoprire qualcosa di particolare, un modo originale di fare shopping e andare a scovare abiti, accessori e gadgets fuori dal comune, un itinerario tra i temporary store della Grande Mela è la soluzione.
Spuntano come funghi qui e là lungo le vie della metropoli, spalancano le porte al pubblico e nel giro di pochi giorni se ne vanno da dove sono venuti. I negozi temporanei sono un fenomeno sempre più diffuso, anche chiamato pop-up store (‘to pop-up’ significa appunto ‘spuntare’) e attirano l’attenzione proprio perché durano per un breve lasso di tempo. E potete ben immaginare quanti ne abbia attirati il Natale!
Cominciamo con l’attesissimo e pubblicizzatissimo pop-up shop di Lady Gaga: presso il gigantesco store di Barney’s, al quinto piano, Lady Gaga ha allestito il suo Workshop, un negozio arredato con mostriciattoli, oggetti dalle forme bizzarre e dai colori shocking, e niente meno che una statua di sé stessa, dove sono in vendita, fino a gennaio 2012, accessori, giocattoli, dolciumi, cd, cosmetici.
Moda e design sono i protagonisti del temporary store di Artist&Fleas, che porta al Chelsea Market i lavori di oltre trenta designer, newyorkesi e non, provenienti dalla galleria di Williamsburg. Dura solo due giorni ma vale davvero la pena fare un salto al Craftangular and Food Fair organizzato da Bust magazine: 200 artigiani espongono e vendono ogni tipo di regalo fatto a mano, dai gioielli alle borse, passando per abiti e opere d’arte. Non mancano cibo e musica dal vivo, una sorta di fiera dello shopping.
Golose o desiderose di fare un regalo dolce, dolcissimo? Andate al temporary store Dylan’s Candy Bar, un regno di marzapane, dai muri di biscotto allo zenzero, il soffitto di caramelle e speciali muffin e torte di ogni genere come arredamento.
Se cercate un regalo per il vostro compagno, per papà, o per un amico speciale, lo shopping di lusso per uomo si chiama Ernest Alexander, e oltre all’abbigliamento maschile troverete borselli vintage e accessori di classe per lui. E per fare felici i più giovani invece, gli amanti della musica in particolare, c’è anche il temporary store dedicato a cuffie, speaker, casse, stereo, ovvero tutto il necessaire per ascoltare le canzoni preferite: Beats by Dr.Dre si trova temporaneamente a Soho ed è anche fornito di una stanza allestita in modo da poter provare gli apparecchi prima di acquistarli.

Via stile.it 

È il Tangerine Tango il colore Pantone per il 2012

E anche quest’anno Pantone si è pronunciata per designare il colore che rappresenterà l’anno a venire e che con molta probabilità sarà una delle tinte più utilizzate da designer, stilisti e grafici. Si chiama Tangerine Tango, codice 17-1463, ed è una tonalità molto intensa di arancio.
Un colore “sofisticato e al tempo stesso drammatico e seduttivo” per dirlo con le parole di Leatrice Eiseman, che ricorda le mille sfumature di un tramonto e “coniuga la vivacità e l’adrenalina del rosso con la cordialità e il calore del giallo”.
E se i toni del corallo e del vermiglio, gli arancioni più saturi, già dalla scorsa stagione avevano fatto capolino in vetrine e magazine, la consacrazione di un colore riuscirà a portare vivacità e ottimismo in questa stagione di crisi?

Via designerblog.it 

"Figureground" e "I want to be metropolitan": le t-shirt info-grafiche di Praud


Il nome dello studio di design di Boston, creato da Rafael Luna e Dongwoo Yim è l’acronimo di “Progressive Research on Architecture, Urbanism and Design”. Questa dichiarazione di intenti spiega già molto bene il senso delle due nuove collezioni di t-shirt realizzate da PRAUD: “Figureground” e “I want to be metropolitan”.
La prima raccoglie una serie di planimetrie di città, la seconda invece delle infografiche su alcuni dati rilevanti delle stesse metropoli. L’idea è quella di far sì che chi indossa le magliette, comunichi qualcosa in più del luogo di provenienza, generando interesse e interazione, aiutando l’altro a conoscere informazioni rilevanti.

Via designerblog.it 

Mesh Dress, gli abiti con la natura sopra by Ali Seçkin Karayol e Mette Lyckegaard


Per tentare di riconnettere l’uomo (cittadino) alla natura, i designer Ali Seçkin Karayol e Mette Lyckegaard hanno pensato a un abito da indossare finalizzato a portare sempre con sè il proprio piccolo giardino, in pratica un intero ecosistema in miniatura, che ha molto a che fare con temi eco-friendly.
Intanto il concetto è quello di far nascere e di curare delle vere e proprie piante “portatili”; in secondo luogo lo si farebbe utilizzando del compost organico, adeguatamente incorporato negli abiti.
Abiti che cambierebbero forma e colore ogni giorno che passa, dando vita ogni volta a qualcosa di nuovo ed inedito, e a decorazioni senza dubbio uniche. Certo, chi non fosse dotato di pollice verde troverebbe qualche difficoltà…
Mesh Dress rimane per ora un concept, che però i designer vogliono sviluppare seriamente per “creare una simbiosi unica tra la bellezza della natura e la vita di città”; d’altra parte “cosa c’è di più bello che portarsi sempre dietro il proprio giardino”, specialmente se a casa non c’è lo spazio per ospitarne uno??

Via designerblog.it

Tra il pranzo e la cena, a Parigi si fa un drunch


Se è vero che gli americani ne sanno una più del diavolo in quanto ad invenzioni è vero anche che se parliamo di novità e tendenze i parigini sono sempre in prima fila. Il Drunch, figlio dei modaioli newyorchesi, molto più di un semplice spuntino domenicale  e ben più originale del datato happy hour, sta conquistando il cuore, o per esser più precisi, lo stomaco dei nostri avanguardisti francesi.
Fratello minore dell'ormai popolarissimo brunch, il drunch è a metà strada tra una cena ed un pranzo, (dinner + lunch) né dolce né salato, fantasioso, divertente e variegato è un pasto che nasce ad uso domenicale magari di rientro dopo un rilassante week end. Si colloca tra le 17.00 e le 21.00, così si può andare a letto presto e non si incorre nell'imbarazzo di preparare una cena elaborata se si vuole stare in compagnia dei propri amici.
Pancia mia fatti capanna, sul tavolo del drunch si può trovare di tutto; dalle verdure miste alla pasta, dalla carne al pesce, dalle crostate di frutta alle meringhe. Il vero protagonista del drunch comunque non è il cibo, bensì la creatività, ed ecco quindi che contenitori di ogni forma e grandezza, recipienti originali e di tutti i colori sostituiscono il noioso servizio della nonna.

Via Stile.it 

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MODA&MOOD
Il blog sulla moda e tutto ciò che fa tendenza.

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